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Davide Dattoli

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Founder ed Executive Chairman di Talent Garden, la più grande piattaforma europea di coworking, formazione e innovazione. Pioniere, costruisce ecosistemi.

Definisciti con un aggettivo.

Visionario.

Qual è la tua parola preferita?

Costruire.

Quali sono i valori che guidano le tue scelte ogni giorno?

Responsabilità, ambizione, libertà. Costruire cose che abbiano un impatto reale, creare opportunità per altri, non accontentarmi della mediocrità.

Che lavoro sognavi di fare da piccolo?

L’imprenditore. Non sapevo esattamente in che settore, ma sapevo che volevo creare qualcosa di mio.

Qual è il successo o il risultato di cui vai più orgoglioso, come manager?

Aver formato team che mi hanno superato in competenze specifiche. Creare organizzazioni che camminano anche quando io non sono nella stanza.

Dove hai fallito, nella tua carriera, e che lezione hai imparato da quell’esperienza?

Ho scalato troppo velocemente in alcuni momenti, anticipando il mercato. Ho imparato che visione e timing devono essere allineati: avere ragione troppo presto è indistinguibile dall’avere torto.

Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato e superato?

Ristrutturare un’organizzazione mantenendo fiducia e direzione. Tagliare senza perdere l’anima.

Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto, e da chi?

“Non costruire per vendere. Costruisci qualcosa che valga la pena possedere”. Ricevuto da un imprenditore che aveva già fatto exit e rimpiangeva di aver venduto troppo presto.

Qual è la qualità che apprezzi di più nelle persone?

L’integrità unita all’ambizione. Non basta essere bravi. Bisogna voler crescere senza scorciatoie.

Fammi il nome di un manager o di un imprenditore che ammiri.

Elon Musk, per la capacità di espandere i confini del possibile, anche quando tutti dicono che è impossibile.

Chi consideri il tuo maestro, la persona da cui hai imparato di più professionalmente?

Gli imprenditori con cui ho lavorato fianco a fianco. Il confronto diretto con chi costruisce davvero è stato il mio MBA.

Indicami tre brand che ami.

Loro Piana, Moncler e Ferrari. Eleganza, performance, ossessione per il dettaglio.

Qual è la canzone che non ti stanchi mai di ascoltare?

Viva la Vida dei Coldplay. Ha un’energia inesauribile.

Qual è il film che non ti stanchi mai di vedere?

Mi piacciono molto le serie sulla politica internazionale.

Qual è il libro che ti ha insegnato di più?

Outliers di Malcolm Gladwell. Mi ha insegnato a guardare i sistemi, non solo gli individui.

Qual è lo sport che ti ha insegnato di più?

Lo sci. Ti insegna controllo, rischio calcolato, eleganza sotto pressione.

Quali contenuti segui regolarmente per informarti, ispirarti e migliorarti?

Report di venture capital, analisi geopolitiche, approfondimenti su deep tech e AI, podcast di imprenditori e investitori internazionali.

Qual è l'app che usi di più?

LinkedIn, WhatsApp e Google Calendar. Relazioni e tempo sono le vere leve.

Che cosa ti appassiona di più, al di fuori del lavoro?

Mia moglie e i miei figli. E progettare il futuro, anche quando non serve farlo.

Qual è la più grande invenzione di tutti i tempi?

Internet. Ha trasformato conoscenza, potere e opportunità. Oggi forse AI?

A quale personaggio storico ti senti più legato?

Leonardo da Vinci. Visione multidisciplinare e curiosità senza confini.

Qual è il cambiamento che ti piacerebbe vedere nel mondo?

Più persone che costruiscono invece di commentare. Più imprenditori responsabili.

Qual è l’abitudine che ha migliorato la tua vita negli ultimi anni?

Scrivere e riflettere sulle decisioni strategiche, invece di reagire in modo impulsivo.

Qual è il tuo motto?

Costruisci qualcosa che ti sopravviva.

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