Tre volte CEO, executive advisor, docente, keynote speaker. Entusiasta, alterna e integra scrittura, performance e gestione aziendale.
Definisciti con un aggettivo.
Entusiasta.
Qual è la tua parola preferita?
Umbizione: l’unione di umiltà e ambizione.
Quali sono i valori che guidano le tue scelte ogni giorno?
Curiosità, responsabilità, rispetto per le persone e per il tempo degli altri, desiderio di creare valore reale e duraturo.
Che lavoro sognavi di fare da piccolo?
L’attore teatrale.
Qual è il successo o il risultato di cui vai più orgoglioso, come manager?
Più che un singolo risultato economico o un traguardo professionale, ciò che mi rende davvero orgoglioso è il fatto che la maggioranza delle persone che ha lavorato con me nel corso degli anni mi dimostri ancora oggi stima e affetto. Nei ruoli di leadership, soprattutto quando si gestiscono organizzazioni complesse e fasi di trasformazione, è facile lasciare ferite, incomprensioni o strascichi. Sapere, invece, di aver costruito relazioni solide è per me il segnale più chiaro di aver fatto bene il mio lavoro. I risultati passano, le persone restano.
Dove hai fallito, nella tua carriera, e che lezione hai imparato da quell’esperienza?
Non ho sempre avuto il coraggio di compiere le scelte necessarie nel momento giusto. In alcune fasi della mia carriera ho rimandato decisioni difficili, sperando in soluzioni che potessero tenere insieme tutti gli interessi in gioco. Con il tempo ho imparato che non sempre esistono soluzioni win-win. La leadership richiede anche la capacità di assumersi la responsabilità di scelte scomode, sapendo che qualcuno ne resterà inevitabilmente insoddisfatto. Rimandare per evitare il conflitto produce spesso un danno maggiore che affrontare un problema con lucidità.
Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato e superato?
Accettare il fatto che la mia vocazione e la mia inclinazione profonda stessero andando in una direzione diversa da quella che mi aveva portato a diventare amministratore delegato. Questo ha significato rinunciare a un ruolo prestigioso, ai benefici economici e simbolici che lo accompagnano, e alla sicurezza che una carriera manageriale offre, per intraprendere un percorso diverso: la divulgazione, l’insegnamento, l’advisory e il public speaking. È stata una scelta inizialmente molto difficile, anche sul piano identitario. Oggi, con un anno di esperienza accumulata, posso dire con serenità che è stata una decisione profondamente giusta per me, della quale sono enormemente soddisfatto.
Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto, e da chi?
Dal mio insegnante di teatro, da ragazzino. Mi lamentavo per aver ricevuto una parte piccola nello spettacolo. Mi rispose: “Non esistono piccole parti, esistono solo piccoli attori”. È una lezione che porto con me ancora oggi, anche nel lavoro.
Qual è la qualità che apprezzi di più nelle persone?
La positività.
Fammi il nome di un manager o di un imprenditore che ammiri.
Paul Polman.
Chi consideri il tuo maestro, la persona da cui hai imparato di più professionalmente?
Eugenio Magnani, scomparso qualche anno fa.
Indicami tre brand che ami.
Zegna, Apple, Patagonia.
Qual è la canzone che non ti stanchi mai di ascoltare?
Under Pressure dei Queen (con David Bowie).
Qual è il film che non ti stanchi mai di vedere?
Il Padrino di Francis Ford Coppola.
Qual è il libro che ti ha insegnato di più?
Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani.
Qual è lo sport che ti ha insegnato di più?
La pallavolo.
Quali contenuti segui regolarmente per informarti, ispirarti e migliorarti?
Post su LinkedIn e Substack, articoli di Harvard Business Review e The Economist, report di settore.
Qual è l'app che usi di più?
LinkedIn.
Che cosa ti appassiona di più, al di fuori del lavoro?
Imparare, viaggiare, connettere ambiti diversi, riscoprire la vita attraverso i miei figli.
Qual è la più grande invenzione di tutti i tempi?
La scrittura.
A quale personaggio storico ti senti più legato?
Leonardo da Vinci.
Qual è il cambiamento che ti piacerebbe vedere nel mondo?
Un capitalismo più consapevole del proprio impatto umano, sociale e ambientale.
Qual è l’abitudine che ha migliorato la tua vita negli ultimi anni?
Smettere di fumare e dormire almeno 7 ore.
Qual è il tuo motto?
Only do what only you can do (e delega tutto il resto).