CEO di Chora e Will Media, podcaster e trail runner. Instancabile, ottimista, guida uno dei gruppi editoriali più innovativi in Italia.
Definisciti con un aggettivo.
Di corsa (lo so, non è un aggettivo).
Qual è la tua parola preferita?
Endurance.
Quali sono i valori che guidano le tue scelte ogni giorno?
Fai ciò che è bene per il gruppo che guidi o di cui fai parte.
Che lavoro sognavi di fare da piccolo?
L’archeologo, per colpa di Indiana Jones.
Qual è il successo o il risultato di cui vai più orgoglioso, come manager?
Lo spessore umano delle 100 e passa persone che abbiamo messo insieme nel corso degli anni alla guida di Chora e Will. Chiunque entri nel nostro ufficio, ne rimane colpito.
Dove hai fallito, nella tua carriera, e che lezione hai imparato da quell’esperienza?
Continuo a sbagliare spesso non prendendo decisioni nette sui progetti che porto avanti. Il compromesso è fondamentale per andare avanti, ma non appena eccedi ti ritrovi a fare lavori di cui non riconosci il significato.
Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato e superato?
Prendere le redini di un’organizzazione, quella di Will, concepita e curata per i primi anni da un’altra persona, per poi accompagnarla dentro a un’altra organizzazione, Chora, concepita e curata da altre persone, per poi fonderle e renderle ciò che sono ora.
Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto, e da chi?
Non viaggiare con la batteria scarica (la tua, non quella del telefono). Le persone ai leader chiedono ottimismo e visione. Due cose che non puoi offrire se viaggi costantemente in riserva (lo ha detto Stefano Portu in una meravigliosa puntata del nostro CEO Insights).
Qual è la qualità che apprezzi di più nelle persone?
La gentilezza e il saper mantenere la calma anche nella tempesta.
Fammi il nome di un manager o di un imprenditore che ammiri.
A livello internazionale, Dario Amodei di Anthropic. In Italia, Andrea Guerra di Prada.
Chi consideri il tuo maestro, la persona da cui hai imparato di più professionalmente?
Alessandro Tommasi, founder di Will, e Barbara Salabè, CEO di BeWater, il gruppo di cui facciamo parte.
Indicami tre brand che ami.
Spotify, Patagonia, Financial Times.
Qual è la canzone che non ti stanchi mai di ascoltare?
Just Like Heaven dei Cure.
Qual è il film che non ti stanchi mai di vedere?
Hook - Capitano Uncino di Steven Spielberg.
Qual è il libro che ti ha insegnato di più?
Endurance di Alfred Lansing.
Qual è lo sport che ti ha insegnato di più?
Trail running.
Quali contenuti segui regolarmente per informarti, ispirarti e migliorarti?
Una marea. Se dovessi scegliere sulla base dell’ultimo trimestre direi: il podcast Acquired per imparare, la newsletter No Mercy No Malice per unire i puntini, il Financial Times sotto la porta al mattino per capirci qualcosa e il podcast Black Box per aprire gli occhi.
Qual è l'app che usi di più?
Spotify e Strava, spesso in combo.
Che cosa ti appassiona di più, al di fuori del lavoro?
Sport e vacanze. Gite, feste e viaggi con amici.
Qual è la più grande invenzione di tutti i tempi?
Il motore a scoppio.
A quale personaggio storico ti senti più legato?
Churchill mi ha sempre molto divertito, umanamente.
Qual è il cambiamento che ti piacerebbe vedere nel mondo?
Vorrei che trovassimo un antidoto alla paura collettiva, il più grande male dell’umanità dalla peste del Manzoni a oggi.
Qual è l’abitudine che ha migliorato la tua vita negli ultimi anni?
L’allenamento mattutino.
Qual è il tuo motto?
Dai che anche questa volta che ce la caviamo!