Founder & CEO di Schwa, società di consulenza specializzata in strategia di marca. Poliedrica, cosmopolita, anticipa il cambiamento e guida i brand nella loro evoluzione.
Definisciti con un aggettivo.
Curiosa.
Qual è la tua parola preferita?
Possibilità. Mi piace vedere ciò che un’idea, un incontro o un progetto possono diventare.
Quali sono i valori che guidano le tue scelte ogni giorno?
Libertà, integrità e rispetto per le persone. E la volontà di fare bene le cose.
Che lavoro sognavi di fare da piccola?
Sognavo di lavorare nei servizi segreti.
Qual è il successo o il risultato di cui vai più orgogliosa, come manager?
Quello che devo ancora realizzare.
Dove hai fallito, nella tua carriera, e che lezione hai imparato da quell’esperienza?
A volte ho detto sì a progetti che non avevano le basi per funzionare. Ho imparato che saper dire no è parte del fare bene le cose.
Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato e superato?
Reinventarmi senza perdere il filo di ciò che avevo costruito.
Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto, e da chi?
Da mio padre: capire quali valori mi guidano e rimanere fedele a quelli.
Qual è la qualità che apprezzi di più nelle persone?
La generosità intellettuale: chi condivide quello che sa e lascia spazio alle idee degli altri.
Fammi il nome di un manager o di un imprenditore che ammiri.
Adriano Olivetti. Ha dimostrato che un’impresa può avere successo e, al tempo stesso, migliorare la vita delle persone e della comunità in cui opera.
Chi consideri il tuo maestro, la persona da cui hai imparato di più professionalmente?
Non ne ho uno solo. Ho imparato da molte persone e continuo a chiedere a chi stimo di farmi da mentore.
Indicami tre brand che ami.
Hermès, per la qualità senza compromessi e il tono giocoso con cui comunica. Ferrari, per aver portato il saper fare italiano ai massimi livelli, coniugando maestria artigianale e innovazione tecnologica. Il Louvre, per aver costruito un’identità culturale riconosciuta in tutto il mondo.
Qual è la canzone che non ti stanchi mai di ascoltare?
Non è sempre la stessa. Vado a fasi: una canzone in loop finché non arriva la prossima.
Qual è il film che non ti stanchi mai di vedere?
I soliti sospetti di Bryan Singer.
Qual è il libro che ti ha insegnato di più?
Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach.
Qual è lo sport che ti ha insegnato di più?
La corsa a ostacoli. Mi ha insegnato a guardare oltre l’ostacolo, senza perdere il ritmo.
Quali contenuti segui regolarmente per informarti, ispirarti e migliorarti?
Passo molte ore nei musei, leggo e cerco occasioni per incontrare persone molto diverse da me.
Qual è l’app che usi di più?
WhatsApp. Anche troppo.
Che cosa ti appassiona di più, al di fuori del lavoro?
Gli incontri casuali e le conversazioni inattese. Per me, il confine tra lavoro e passione è spesso molto sottile.
Qual è la più grande invenzione di tutti i tempi?
La scrittura. Ha permesso alle idee di sopravvivere a chi le ha avute.
A quale personaggio storico ti senti più legata?
A Nefertiti.
Qual è il cambiamento che ti piacerebbe vedere nel mondo?
Che chi ha il potere di decidere si assumesse la responsabilità delle conseguenze delle proprie scelte.
Qual è l’abitudine che ha migliorato la tua vita negli ultimi anni?
Ritagliarmi del tempo per fare sport e prendermi cura di me stessa, anche quando l’agenda è piena.
Qual è il tuo motto?
Non limitarti a vedere le cose per quello che sono. Immagina cosa potrebbero diventare.